Le ragioni rinascono in un incontro

Abdul è un ragazzo nigeriano, profugo, di religione mussulmana, molto attento e voglioso di imparare. E’ sempre stato presente nei giorni di attività nell’orto, preciso, puntuale tanto che è stato nominato responsabile. E’ stato invitato alla festa di commiato del Parroco di Bisuschio e lui puntuale si è presentato e, pur essendo mussulmano, ha assistito alla celebrazione della Messa perché Giulio, suo amico lo aveva invitato.  Giulio, dovendo andare ad Assisi ad aiutare un amico ad imbiancare una casa per ospitare dei bambini haitiani, ha chiesto ad Abdul di accompagnarlo.  Ad Assisi, oltre a lavorare, Giulio e Abdul sono andati anche a visitare la città, e le chiese. Davanti a una chiesa Abdul si è inginocchiato e si è messo a pregare. Alla domanda stupita di Giulio del perché di questo gesto Abdul ha risposto che suo padre gli ha insegnato che pregando il Dio della religione dell’amico è come se pregasse il proprio Dio.    Abdul si fida di Giulio, è un amico, e qualsiasi cosa l’amico gli chiede, Abdul lo fa.  Questo rapporto è nato da un incontro che ha uno scopo e un obiettivo preciso:    permettere di fare esperienza gratuita (imparare a coltivare) e raccogliere i frutti della terra per trasformarli e ridonarli alle persone in difficoltà

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